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Halloween. Tra il "sì" e il "no" vincono cultura e metodo

“Cosa vi piace, vi appassiona, vi fa stare bene?”

Queste sono le domande che faccio ai bambini ogni volta possibile, prima di impostare una qualsiasi attività destinata a loro.

Perché ho introdotto così l’argomento?

È un periodo davvero particolare e, più che mai, è tempo di profonde riflessioni e cambiamenti. Voglio condividere con voi un modo nuovo di organizzare attività (individuali e, laddove possibile, di gruppo), basato sulla piena consapevolezza di ciò che si sta offrendo ai partecipanti.

Ma prima mi sembra fondamentale elencare i principali pregiudizi sulla festa di Halloween.

  • Da una prospettiva strettamente cristiana la festa è considerata come una forma di esaltazione della stregoneria e del male, capace di esercitare un’influenza negativa sui bambini.
  • Da una prospettiva “patriottica” la festa è considerata di origine straniera, e più esattamente americana. Ciò ha carattere dispregiativo e, di conseguenza, la ricorrenza è considerata “non adottabile”.
  • Da un punto di vista pedagogico, ho riscontrato che alcuni operatori del settore infanzia chiudono ogni possibilità di dialogo con chi si occupa di animazione a tema, con la giustificazione che “è una festa commerciale” e quindi tutto ciò che le ruota intorno è diseducativo.

Cerchiamo di capire quali siano realmente tutti questi terribili rischi.

 

Dai miei studi è emerso chiaramente che, da un punto di vista razionale, se i festeggiamenti e le attività di Halloween sono condotti in maniera responsabile, se sono adatti all’età dei bambini, se non esibiscono contenuti inappropriati né incitano comportamenti incivili e violenti o azioni verso il prossimo dettate da mancanza di empatia, non hanno nessun tipo di controindicazione né possono traumatizzare i partecipanti. Per questo è molto importante l'attento monitoraggio dell'adulto che, lungi dall'essere solo un animatore, dovrà farsi osservatore, mediatore e leader autorevole all'interno del contesto in cui andrà ad operare.

 

Tuttavia, l’ideale per raggiungere degli obiettivi ancora più alti, diciamo più propriamente creativi ed educativi, sarà di evitare, appunto, l’esaltazione del lato consumistico della festa, insegnando ai piccoli a non omologarsi, a non prenderne parte passivamente. Insegnare a personalizzare, ad esempio, il proprio costume o a crearsi da soli gli accessori, sarà già un buon punto di partenza. 

 

Ah, lo sapevate che Halloween non è nato in America? Anzi, si è originato e diffuso in varie forme in Europa, ed esistono numerose ipotesi sulle sue radici. Il nome stesso è l’evoluzione di un termine inglese antico che stava ad indicare Ognissanti, e che rimanda proprio alla vigilia di quel giorno (All Hallows’ Eve), attestato a partire dal 1556.

Americana è invece la tradizione di intagliare zucche con espressioni spaventose, mentre in Scozia e Irlanda si utilizzavano le rape, da cui si ricavavano delle lanterne.

Festeggiare Halloween serve ad esorcizzare la paura dell’aldilà e a canalizzare la voglia di trasgressione in una maniera positiva (che poi è la stessa valenza del Carnevale) grazie alla pratica del travestimento. Detto con parole molto semplici, si tratta di uno sfogo, e, in sostanza, di un modo per “entrare” per un momento in quei ruoli che ci fanno paura, o per approcciarci ai lati negativi che fanno parte di tutti noi, in un contesto di divertimento del tutto innocente e senza ripercussioni sulla realtà.

Inoltre, Halloween non è nient'altro che il festeggiamento di un passaggio verso una nuova vita, non un'esaltazione della morte in sé. Certo, tocchiamo un tema delicato: quello della caducità di tutte le cose, un tema di per sé "pauroso", ma di "vitale" importanza per la comprensione del senso stesso della nostra esistenza.

Sia questa caratteristica che le origini della festa, non vengono quasi mai rese note (né probabilmente sono conosciute o considerate interessanti) da gran parte degli organizzatori di eventi ed attività di Halloween, ed è un peccato, perché si perde l'occasione per creare un momento di “apprendimento-divertimento”… Un momento di animazione culturale!

Infine, riguardo alla questione del patriottismo, è importante ricordare questo: è dimostrato e dimostrabile che le tradizioni, da millenni, si mescolano, si contaminano e si influenzano. Un po’ come il nostro stesso dna, che, secondo studi recenti, vede i diretti antenati di ognuno appartenere a vari Paesi del mondo. Basta passare in rassegna le tradizioni locali italiane per riscontrare antiche usanze, simili a quelle più diffuse e conosciute a livello internazionale, collegate al ritorno dei morti dall'aldilà, alle anime del Purgatorio ecc.

 

Quindi, come possiamo progettare un laboratorio o un’attività di Halloween che sia un arricchimento reale per i suoi destinatari?

  1. Evitando di proporre un solo modo, rigido e inflessibile, di realizzare o dipingere un manufatto
  2. Ignorando l’opinione e i gusti del bambino riguardo all’attività da svolgere e non considerando le varianti che propone
  3. Non sostituendosi al partecipante ma lasciandolo fare, creare, provare e sbagliare: mai chiedere un risultato perfetto. Gli obiettivi sono la sua serenità e il suo divertimento perché sono alla base dell’apprendimento e di un sano sviluppo creativo.
  4. Non considerando le difficoltà del soggetto (connesse ad età, problemi di apprendimento e ad eventuali disturbi ad esso legati)
  5. Non offendersi se al bambino non piace l’attività, ma tenere presente che anche ciò che non è gradito rappresenta un’informazione preziosa che questi ci sta dando.
  6. Approfondire il tema su cui si sta lavorando, e lasciare sempre i piccoli con qualche notizia curiosa e facilmente memorizzabile riguardo a personaggi e tradizioni ad esso collegate.

Ci sarebbe ancora molto da aggiungere, perciò ti invito a contattarmi senza impegno, se hai delle domande, oppure se sei interessato ad apprendere in maniera approfondita le mie tecniche di animazione culturale e artistica (sia la teoria che metodi di conduzione di laboratori). Puoi ottenere un servizio di consulenza oppure svolgere laboratori a distanza.

Compatibilmente con le linee guida del Governo e in seguito alla mia pausa per maternità, sarà possibile ritornare ad organizzare incontri e workshop in presenza.

 

Concludo questo post con una mia riflessione personale: se vedo un gruppo di bambini felici di giocare a "dolcetto o scherzetto", anche se, quando avevo la loro età non sapevo nemmeno di cosa si trattasse, non penso in automatico "che stupida festa!". Inoltre, amo davvero disegnare e i soggetti di Halloween mi attivano l'ispirazione. Durante i laboratori, coi bambini dai 4 ai 10 anni, abbiamo avuto tempo e modo di parlare di ciò che a loro piaceva di questa ricorrenza. Era chiaro che fossero proprio la possibilità di travestirsi (come a Carnevale), di addobbare la casa e la scuola e di fare festa, che a loro interessavano. In questo non esiste proprio nulla di offensivo. Non vi è nulla di male.

 

 

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