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Una scoperta sulla mia famiglia

L'arte di curiosare

Conoscete la sensazione di restare senza fiato di fronte ad un ritrovamento sensazionale, benché sia tale solo per voi e non risolva i problemi del mondo? Io sì.

Premetto che adoro frugare in ogni dove, contemplare oggetti apparentemente insignificanti provando a ripercorrerne la storia, leggere vecchie lettere, esplorare cascine e soffitte... Per cui non vi sarà difficile immaginare il mio impegno nel cercare cose curiose nella casa dove vivevano i miei nonni.

Fino al giorno in cui non decisi di aprire i cassetti di una vecchia madia, però, avevo trovato solo cianfrusaglie e abiti impolverati. Il primo si apriva agevolmente e, con mio grande disappunto, era vuoto. Il secondo, invece, era bloccato. 

Non c'è niente di meglio di un cassetto bloccato

La serratura era venuta via ed era rimasto solo un piccolo buco. Il cassetto, in un legno robusto e pesante, era perfettamente inserito nella sua sede. Era incastrato così bene che nemmeno lavorando di unghie e polpastrelli si riusciva ad estrarlo. Quindi fabbricai un attrezzo con del fil di ferro, conferendogli la forma di uncino e, infilandolo nel foro, riuscii a tirare il cassetto in fuori...

et voilà...

All'interno il cassetto conteneva una busta trasparente tutta impolverata. Una busta di PLASTICA! Non che mi aspettassi di trovare uno scheletro, una mummia o un'antica profezia manoscritta, ma nemmeno un sacchetto, ecco.

Comunque, la sorpresa stava dentro, fidatevi.

Una volta aperta trovai lettere, ricevute, atti notarili di compravendita di immobili e terreni, persino una lista della spesa... Chissenefrega, dirà qualcuno. Ma il fatto è che erano talmente vecchi, ma talmente vecchi che il più recente aveva circa un secolo, mentre il più antico risaliva a metà Ottocento.

Grazie a quei documenti e incrociando le informazioni, riuscii a disegnare il ramo materno del mio albero genealogico e a conoscere le proprietà di famiglia risalendo fino a inizio Ottocento.

 

Ho preparato un piccolo assaggio per i più curiosi.

 

E a voi è mai capitato di ritrovare qualcosa di interessante in un comò, in una soffitta, in un vecchio baule...?

A sinistra, il particolare di un atto notarile; in alto a destra un certificato di monta col quale si attesta che la vacca Rossa ha avuto un incontro... ehm... "galante" col toro Pierino a scopo riproduttivo. E vissero per sempre felici e contenti... Ah, no. In basso a destra, invece, il libretto di deconto di un mio trisavolo arruolato, risalente alla seconda metà dell'Ottocento (1879).

In alto, un particolare del regolamento del libretto di deconto per i militari; in basso a sinistra una "cartolina di precettazione uova" per la campagna del 1944 (Seconda Guerra Mondiale); in basso a destra la dichiarazione in cui una mia trisavola dichiara di ricevere una dote in beni e denaro. Purtroppo la firma di quest'ultima è completamente cancellata e resta un vuoto nel mio albero genealogico. Il mistero continua...

Spunti creativi

Mi piace catturare suggestioni, renderle durevoli, e condurre la creatività attraverso il tempo, lo spazio e le storie. Tra i documenti ritrovati (che mi converrà digitalizzare, essendo delicatissimi al tatto) fotocopierò quelli che più mi ispireranno per realizzare dei collage da applicare ad un journal in stile vintage: questo è il "junk journaling", e credo esprima pienamente le potenzialità evocative della carta.

Nel junk journaling solitamente si utilizzano pezzi vintage originali (oltre che carte da scrapbooking appositamente acquistate) ma nel mio caso ciò è totalmente fuori luogo: il mio intento è conservare, archiviandoli correttamente, i documenti senza apportarvi modifiche. In ogni caso, se siete in dubbio se utilizzare o meno delle vecchie carte trovate nei mercatini o in soffitta, verificate prima che non abbiano un particolare valore antiquario, storico o collezionistico. Decidere con sensibilità e rispetto per il materiale utilizzato porta la nostra umile arte un po' più in alto. Almeno, così la penso io.

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